Una rete nella rete - Maggio 2015

A cura di Barbara Zippo

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Ben ritrovati al secondo appuntamento con Tempo di Rivivere.

Lo scorso mese abbiamo iniziato a riflettere su come riappropriarsi del proprio tempo e ridare qualità alla vita, portando l’attenzione all’interno di sé. Onorando la dimensione interiore, proviamo a riconnetterci alla natura e alla parte più istintiva del nostro essere. 


Tutto, oggi, sembra più accessibile e vicino anche grazie alla rete, ma la quantità di informazioni a cui siamo esposti è così esorbitante e multiforme, da farci sentire sempre più sopraffatti e ormai quasi incapaci di distinguere ciò che ci rende liberi.

Aver collegato il tempo al denaro ci ha fatto perdere il contatto con il nostro potere innato, costringendo corpo e mente ai ritmi dettati dalla produttività e dal consumismo.

Come sempre, l’osservazione non tradisce. Usiamola quale chiave d’accesso per esplorare la nostra esistenza quotidiana e ritrovare la direzione. La Natura ci è amica, e ci fa da specchio guidandoci nel corso dell’auto indagine.

Nell’istante stesso in cui adottiamo un punto di vista interiore, limiti e confini fisici si dissolvono, insieme a quelli mentali. Il pensiero, riacquista il suo originario potere e lasciando libera l’immaginazione, è possibile raggiungere qualunque punto nell’Universo con effetto immediato.

Rete di energia.

La fisica quantistica ci sta aiutando a comprendere che, distanza e lontananza sono soltanto concetti legati alla percezione limitata dei sensi e che, in realtà, tutto è ovunque, onnipervadente, senza interruzioni, senza separazioni. 

Il campo di energia, nel quale siamo immersi, assume forme in base al momentaneo addensamento della materia. Proprio come l’acqua, che diventa neve quando la temperatura raggiunge lo zero, e torna ad essere acqua al di sopra; ogni organismo vivente non è altro che pensiero creativo, condensato in una forma, che come tale emana una specifica vibrazione.

Tutto è pensiero in movimento. La rete che connette ogni punto dell’esistenza, e della quale siamo parte, è denominata entanglement. Ciascun componente è di per sé un universo, poiché in sé contiene la vibrazione della creazione intera.

La Rete siamo noi. Riconnettersi al proprio potere.

Dimenticando tutto ciò, abbiamo sterminato gli Indiani d’America e i Maya che sapevano bene quanto l’essere umano fosse parte del tutto e, onoravano la vita con una visione profondamente olistica.

A quanto pare, anche la conoscenza, attraversa cicli di ripiegamento su se stessa e ora, la razza umana sta nuovamente toccando il fondo. Iniziamo a riscoprire, cosa significhi aver perso il senso della connessione fra corpo, mente e spirito e, quanto sia importante guardarci intorno e dentro.

La natura fortunatamente, non accetta di venire imprigionata e si manifesta, anche con le catastrofi, a ricordarci che il nucleo della vita è come una fenice, pronta a rinascere dalle proprie ceneri.

Movimento e cambiamento alla base dell’esistenza.

Più ci si oppone al fluire fisico e psichico, più si soffre. Più si tende a perdere freschezza e vitalità. Siamo fatti di acqua per oltre il 70 % così come il nostro pianeta, e l’acqua di per sé, vive se si muove. Quando viene contenuta, prima o poi, si infetta e marcisce. Al contrario, più è libera di scorrere, più acquista forza e purezza.

Vibriamo attraverso il pensiero, producendo conseguenze nel nostro organismo e nella creazione. Si muove il nostro spirito vitale, e con esso il corpo,  e così la terra, che manifesta la sua potenza creativa, anche attraverso l’eterno avvicendarsi e riproporsi delle stagioni. 

Maggio, mese di rinnovamento. Sperimentare il potere delle domande.

Maggio è per alcune zone del pianeta, un mese in cui la natura si esprime con colori, profumi ed energia particolarmente generosi. Nel regno vegetale e in quello animale sbocciano fiori e vengono alla luce creature di ogni genere. Campi, alberi e orti offrono i loro frutti.  Si aprono danze di corteggiamento e, anche fra gli esseri umani, il richiamo dei sensi si accentua.

I raggi del sole più caldi e avvolgenti, ci aiutano finalmente a liberarci dall’ingombro dei vestiti pesanti, e il corpo, più esposto al sole e all’aria, finalmente respira e cerca spontaneamente un contatto con tutto ciò che ne favorisce la rigenerazione e il benessere. Ci si trattiene più volentieri all’aperto, anche la sera, quando la luna sembra più luminosa e carica di promesse.

Alzando lo sguardo alle stelle, il cuore, più sgombro dalle tensioni del giorno, si addolcisce e si concede finalmente di rilassarsi. Le domande più sincere, sorte nella mente, scendono lungo il canale della gola, trovando lo spazio per distendersi in quel lago simbolico, proprio all’altezza del petto.

Aprirci alle domande potrà essere a questo punto sorprendente.

Quanto più saremo pronti a restare in ascolto, azzerando i filtri mentali, tanto più il pensiero sarà in grado di attraversare la rete cosmica come un segnale pulito.

L’intensità del volere puro e senza filtri, produrrà una vibrazione potente in grado di informare l’Universo della nostra richiesta. Finalmente libero di espandersi, il nostro potere creativo, ci mostrerà allora anche le risposte, che contiene in sé.

Ci ritroviamo a Giugno. Nel frattempo, proveremo ad abbassare il rumore di fondo della mente per permettere al nostro organismo di riconnettersi alla natura e al benessere che ne deriva, e porremo le nostre domande al Cosmo restando in ascolto senza preclusioni.

A presto.   

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