Tempo di (Ri)Vivere - Aprile 2015

A cura di Barbara Zippo
       
Tempo a disposizione per se stessi e capacità di goderne, sono parametri essenziali per vivere una vita di qualità e la cui mancanza è causa di frustrazione e di ripercussioni sulla salute.
Come ridisegnare il proprio tempo nella vita di tutti i giorni?


Appuntamento qui, il primo giovedì di ogni mese per parlarne. Cercheremo di farlo, soprattutto restando in ascolto di noi stessi e del contesto nel quale siamo immersi. Osservando e offrendo un punto di vista, o domande, che ciascuno possa rivolgere a se stesso per tracciare la propria rotta.

Iniziamo allora il nostro viaggio, domandandoci cosa significa per noi oggi stare bene.

In genere viviamo in corsa, verso qualcosa o qualcuno, se non con il corpo, di sicuro con la mente. Il tempo è un concetto che, da occidentali efficienti, associamo allo svolgimento di attività pubbliche o private, in relazione ai nostri cari, o alle persone con le quali ci confrontiamo per lavoro.

E quando abbiamo tempo a disposizione per noi stessi, come ne usufruiamo?

Nella maggior parte dei casi, organizzando, preparando e preparandoci a situazioni che dovranno o potranno presentarsi. Proiettandoci mentalmente nel futuro, o ripercorrendo eventi passati, molto spesso associati a ricordi tristi.

Noi, educati al movimento e alla ricerca al di fuori del nostro spazio intimo, siamo poco avvezzi a trovare un angolo silenzioso, dove sedere per ascoltare il respiro, il battito del cuore, il vuoto senza punti di riferimento.

Parlare di Benessere, non equivale a definire la felicità ma è indubbio che la felicità sia strettamente correlata al sentirsi bene. Benessere e felicità sono quindi, prima di tutto, stati della mente.

Come ristabilire allora un ritmo interiore a nostra misura?

Facendo un passo indietro. Proviamo per esempio a portate l’attenzione su una questione tanto semplice quanto disarmante, per come la ignoriamo puntualmente: il puro fatto di esistere.

Proprio adesso, abbandonando la lettura e portando l’attenzione agli arti, al respiro, al battito del cuore, a eventuali dolorini qua e là…Ecco, mettiamoci soltanto in ascolto, per il nostro bene. Sospendendo ogni giudizio.

Ciascuno di noi, ha in sé il potere di riappropriarsi del proprio benessere, quando lo voglia. Basta prendere coscienza del percorso. L’osservazione, è una chiave per aprirci e tornare a essere consapevoli di esistere qui e ora, riscoprendo la capacità di scegliere in ogni istante.

A questo punto, si intravvede un barlume di felicità. Corpo, mente e spirito si muovono finalmente in sinergia e si compiono azioni nel presente, libere dai condizionamenti a cui ci esponiamo ogni giorno: convinzioni altrui, doveri, sensi di colpa, giudizi.

Il benessere, da stato interiore, si riflette all’esterno. Ovunque si posi lo sguardo, in un gioco di rimandi fra noi e l’ambiente. La materia si fa bella ai nostri occhi. Coscienti di noi stessi e del nostro esistere, scopriamo di interagire da un livello più alto. Come innalzandoci in volo, iniziamo a cogliere l’insieme. La visione si espande, abbracciando nella molteplicità la nostra unicità.

Una via semplice per riconquistare gioia e libertà in ogni istante del quotidiano. Un modo per infondere qualità e presenza alla propria vita. Sta a noi scegliere. Fino all’ultimo respiro, non è mai troppo tardi.

Basta osservare e imitare la natura, proprio ora che la Primavera è appena iniziata e nemmeno al più insignificante dei vegetali, si nega il dono di una nuova livrea. Far sbocciare il proprio fiore è consentito a qualunque "scarrafone"... Per dirla scherzando, con una parola cara a Pino Daniele.

Dunque anche noi, accettiamo di buon grado un cambio di veste, uscendo a dare uno sguardo fuori dal bozzolo nel quale ci siamo protetti nei mesi invernali. Accogliendo l’opportunità di una nuova stagione per il corpo e lo spirito, prendiamo parte alle danze!

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Ci ritroviamo a Maggio. Con l’augurio di una Primavera all’insegna della gioia e del prendersi cura di sé.

A presto.