Responsabili del cambiamento - Luglio 2015

A cura di Barbara Zippo

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Bentornati su tempo di Rivivere! L’estate è finalmente esplosa. Il mese è iniziato all’insegna di una bella congiunzione astrale fra Giove e Venere che alcuni, parafrasando, definiscono “il bacio”. Sebbene la loro vicinanza sia frutto di un’illusione ottica, proviamo a giocare con il senso simbolico 


Se Giove è noto ai più come il pianeta della fortuna e Venere dell’amore, immaginiamo che questo mese dia il via a unioni e riunioni fortunate, dissolvendo antichi dissapori, regalando incontri proficui e armonia. Una svolta decisiva baciata dalle stelle, un cambiamento laddove si desideri.

Mi piace partire da questa introduzione celeste, come un nuovo impulso, inteso però nell’accezione che oggi preferisco e comprendo e cioè: responsabilità.

Cambiamento è un termine abusato dai media, insieme con la sorella crisi, certamente non a caso, e spesso a sproposito. Mi sembra di ricordare che il tormentone ebbe inizio con la previsione catastrofica sulla fine del mondo ipotizzata, il 21 dicembre 2012 . A quella data precedettero di almeno un anno, fiumi di parole sui social networks e libri, sui quali più di qualcuno poté arricchirsi.

Utilizzando gli strumenti di Google, si nota oggi come le ricerche correlate al termine cambiamento, spaziano dal cambiare lavoro al cambiare vita. Basti questo per darci un’idea del fermento in atto. Internet fa parte della vita quotidiana, più di molti altri strumenti, tanto che scherzando, ma non troppo, qualcuno sostiene che con lo smartphone ci si va pure in bagno, e la sottoscritta non può smentirlo ;) ma basta anche uscire in bicicletta e cogliere al volo quello che si dice in giro.

Proprio oggi per esempio, percorsi non più di cinquecento metri da casa, supero il furgoncino di un ambulante, mai visto prima nel quartiere, che espone vestiti da donna, per altro molto originali. La frase che la commerciante rivolge alla cliente, mi arriva al volo e dice così: “La vita è qui e adesso,e io penso a questa” e l’altra ribatte: “Proprio così cara! Hai ragione!”.

Ecco, non credo che negli anni ‘80 e ‘90, e nemmeno nei primi anni 2000, un venditore ambulante, si rivolgesse al cliente in questi termini! Immagino, e ricordo piuttosto, qualcosa tipo: “Donneee!!!”...E ciascuno poi completi la frase secondo le sue memorie. 

Il livello generale di ricerca di benessere, di significato e di felicità nella vita ordinaria, è nettamente cresciuto, su questo non c’è dubbio. Non stiamo parlando di ambienti intellettuali ma della strada.

Che questo risveglio dipenda dalla crisi,  l’altro termine usato e abusato all’inverosimile,  è sempre quella personale a modificare il corso della vita e l’attitudine rispetto agli eventi.

Si è parlato molto, nel corso degli ultimi due anni, dell’aumento dei suicidi per la perdita di lavoro, ma sappiate che ciò che è aumentato è soltanto il livello di attenzione. Un professore di sociologia del mio corso di laurea, dati statistici alla mano, osservava qualche anno fa, come il dato non fosse assolutamente in crescita rispetto agli anni precedenti.

Ciò che ha inciso, è stata semmai la strumentalizzazione mediatica che ha portato tutti a farci più caso.  È normale che i media promuovano notizie di massa. È normale che periodicamente l’attenzione venga catalizzata da particolari avvenimenti, ma non dimentichiamoci che la nostra esistenza all’interno della società civile, è scandita da questa agenda che segue valori e spinte più generali, soprattutto finalizzati a monetizzare più che alla ricerca e al recupero del senso profondo della vita.

Molti oggi stanno comprendendo tutto ciò, e internet in proposito può essere uno strumento di selezione e di scelta delle notizie. Un’opportunità a costo zero per attingerle, per confrontarle, per svolgere in autonomia il ruolo di aggregatori, anziché subirlo passivamente, e per creare messaggi virali nel senso più positivo del termine.

Osservate cosa sta accadendo in queste ore con le notizie che riguardano la Grecia, se la questione vi sta a cuore, noterete quante micro e macro iniziative di solidarietà, innescate dalle persone, stiano circolando in rete, e ricorderete come la Primavera Araba, prese il via a partire dall’attività dei giovani sui social networks.

Ciò per ribadire che in base al modo in cui elaboriamo gli eventi, siamo portati a fare scelte che possono modificarci e modificare velocemente l’ambiente circostante.

In seguito a un periodo di grande sofferenza, è più facile accorgersi degli altri. Quando si è costretti, dal susseguirsi delle cadute e dal ripresentarsi degli  stessi ostacoli, a guardare, conoscere e riconoscere se stessi, si comincia ad essere realmente responsabili.

L’allenamento è continuo e non bisogna abbassare la guardia, ma superata una certa soglia, ci si rende conto di aver iniziato a percorrere un sentiero, dove ogni passo è una conquista oggettiva di serenità e libertà. Si attraversano gironi in discesa, per poi fare ritorno a un luogo, dove ci ritrova in compagnia, capaci di ricreare il proprio benessere e quello altrui.

Lo scorso mese, vi abbiamo raccontato di un incontro con uno scrittore e con il suo bellissimo libro, per entrare ancor più nel merito dell’agire, portandovi esempi concreti che stanno innescando una nuova 

attitudine verso la vita, sulla quale può fondarsi anche la nuova economia. Si smette di pensare in termini di sfruttamento degli individui e del territorio, e si inizia ad agire per rigenerarli. Dallo spreco si lavora al recupero, alla valorizzazione, e perciò alla rinascita dell’ambiente e delle persone.

Se vi fosse sfuggito cliccate qui per leggere l’articolo.

Quello che ci siamo proposti di fare con questo appuntamento mensile, a partire dal titolo,Tempo di (Ri)Vivere, è un viaggio insieme, per cercare di comprendere da vicino come riprenderci la pienezza e l’autenticità della vita, accettando di  riconoscere le zone d’ombra dentro di noi e gli eventi esterni.

Accade che ci si ammali ripetutamente quando si oppone strenua resistenza al flusso degli eventi e delle naturali trasformazioni che ne derivano. Il sistema corpo lancia segnali forti e chiari. È saturo e chiede di essere resettato. Abbiamo bisogno di aggiornare il software, e ciò significa lasciare andare i traumi passati una volta che li abbiamo compresi, facendo spazio nella memoria centrale.

Cosa fa veramente parte di noi oggi, e cosa invece abbiamo acquisito dall’educazione e dal contesto? In breve, siamo in grado di scegliere autonomamente nel presente, allineando corpo, mente e spirito?

Se l’avessimo dimenticato, ricordiamoci che conteniamo tutte le nostre età e tutte le immagini di noi, a pochi mesi o pochi anni. Noi spensierati, noi capaci di dire no e di sorridere infischiandocene beatamente di tutto, intenti a riprendere il filo del nostro gioco.

La pienezza e la completezza che derivano dall’accogliere tutto ciò che siamo stati e siamo, arricchiscono di senso e di libertà il processo, che fa di noi individui capaci di assumerci la responsabilità del cambiamento. 

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Alla prossima!