Più che decrescita: Rinascita - Giugno 2015

A cura di Barbara Zippo

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I tempi sono maturi. Non c’è che da guardarsi intorno. Non  solo il contenuto, come recita lo slogan dei comunicatori, ma anche l'osservazione, is the king! Quando siamo disposti a seguirla, l’osservazione diventa attenzione, ascolto, empatia e ci permette di tracciare una rotta, alla scoperta di ciò che siamo venuti a fare a questo mondo. Tutti noi siamo provvisti di talenti e doti che possiamo mettere al servizio della nostra vita, e di quella altrui, per farne un’esperienza unica e meravigliosa.


Ultimamente mi sono imbattuta in un blog: La verità, vi spiego, sull’amore, di Enrica Tesio. Mamma di due bambini piccoli, inizia a scrivere, dopo essere stata lasciata “da quella brava persona di mio marito”, dice. Anziché mettere da parte il dolore, per consumarne un pezzettino amaro ogni giorno, lo dà in pasto ai lettori, condito con grande ironia e la scelta di guardarsi intorno alla ricerca di una nuova direzione. E così parla del cuore come di un “maledetto biscotto della fortuna dei cinesi, lo devi spezzare se vuoi che ti dica qualcosa”… Beh ha ragione! Non è una metafora romantica e distante dalle nostre vite, ma una verità che condividiamo tutti. Pensateci, chi a questo mondo, superati i primi anni di vita (e non è nemmeno detto), possiede un cuore intonso?

Eppure, quando si smette di opporre resistenza alla spaccatura, quando la si lascia avanzare fino a che il cuore si sfalda, come un pomodoro maturo, in mezzo a quella pasta morbida, si trovano i semi e il messaggio. La sua voce ci parla. La nostra voce, unica e insostituibile, finalmente si fa sentire e vuole unirsi al coro.

Questo forse è il premio per tanto patire. Un biglietto della felicità di sola andata. Un messaggio che risuona, e può illuminare il buio quando siamo disposti a riconoscerlo.

La ricompensa al termine del viaggio dell’eroe, che Flavio Troisi, self help evangelist e divulgatore di genialità, racconta nelle pagine del suo libro, Lascia tutto e seguiti, non è un premio che deriva dall’aver eseguito gli ordini e fatto il proprio dovere per una vita, ma sta nel trovare la propria via. Prima la si intercetta e prima ci si avvicina alla felicità.

E si spinge oltre Troisi, con un assunto che invita a vedere le cose in modo diverso. La felicità non è più da intendere come un diritto. È finito il tempo in cui attribuirne la responsabilità a datori di lavoro, genitori o compagni.

Questo è il momento in cui, per usare le sue parole, “non stiamo vivendo un cambiamento epocale, ma un cambiamento d’epoca come quando sono finite le glaciazioni”. Cambiano completamente i parametri dell’esistenza, anzi sembra che si stiano proprio invertendo: la madre terra ha bisogno di essere curata e protetta come figlia dei suoi figli. Non abbiamo idea di quanto tempo ancora potremo godere delle sue risorse, ma la bomba è già scoppiata. Non ce ne rendiamo conto, dice Troisi, perché ci muoviamo a bordo dei suoi frammenti.

Ci sono esperti, scienziati, studiosi, ricercatori, che stanno dedicando la loro vita a monitorare e comprendere. Condividono conoscenze e informazioni che sono la premessa della rinascita, e da tempo hanno adottato nuovi stili di vita. Essere informati infatti, significa prima di tutto poter valutare con la propria testa, diventare meno manipolabili, più responsabili delle proprie scelte quotidiane, e sempre più interessati e partecipi al progetto del noi, insieme a quello dell’io.

Ciascuno sta compiendo il proprio viaggio ed è importante, e quanto mai urgente, riconoscerlo, non solo con l’intelletto. Cogliere l’opportunità di “contribuire con un verso” come scrisse Whitman, ad una trama che ci racconti tutti. Comprendere che realizzare i sogni è concretamente possibile, significa partecipare al cambiamento, non per solidarietà e impegno civico, ma perché si è conosciuta la gioia del proprio flusso creativo e non se ne può più fare a meno.

Alla serata di presentazione di Lascia tutto e seguiti, il 5 giugno a Padova,  hanno contribuito anche Almaterra, rete dislocata sul territorio Veneto, che si descrive sulla pagina Facebook come “luogo dove piantare i semi di una nuova Umanità”. L'Associazione Culturale Khorakhanè, e Ufficio di Scollocamento di Padova. Realtà attiva da tempo che, per l’occasione, vede rappresentata la sede da Matteo Majer, psicologo e formatore, impegnato ad aiutare le persone a trasformare le passioni in occupazioni professionali.

Cosa accomuna uomini e donne che sbocciano di nuovo alla vita con il desiderio di sprigionare il loro profumo? Più o meno sempre, un tempo di doloroso disincanto, che via via viene sostituito dalla comprensione di essere i soli responsabili delle proprie scelte fin qui. L’aver fatto pace con chi si è stati, e il voler essere chi si è ora, al proprio meglio.

L’intelligenza di cui ci parla Troisi,che dalla testa scende al cuore e alla pancia, creando una connessione, offre la chiave della rinascita. Si riconoscono i propri sogni e si sceglie di trasformarli in progetti con lucidità e in cooperazione con gli altri. Alla base del processo c’è anche la profonda comprensione che il valore più importante, è il tempo.

Quello che perdiamo lontani da noi stessi e da ciò che ci fa sentire in sintonia con i nostri più intimi valori, non ci verrà restituito. Sta a noi rimboccarci le maniche. Smettere di lamentarci delle cose che non vanno dentro e fuori ed essere d’accordo su un fatto: solo noi possiamo cambiare ciò che non ci piace sia a livello individuale che collettivo. Non c’è governo o chiesa da accusare. Se il sistema non funziona più, sta a noi ripristinare il rispetto per noi stessi e per il nostro pianeta.

Non è questione di cultura, di stato sociale, di età, di disporre o meno di denaro, ma di invertire i parametri e capire che niente e nessuno, al nostro posto, può portarci laddove la nostra intima essenza ci suggerisce di andare. Ecco perché, sostieneTroisi, la felicità non è più un diritto ma un dovere. Se non iniziamo questo percorso e ci sentiamo demotivati, significa soltanto che non siamo ancora in noi, ma  in qualcun altro o in qualcos’altro che non coincide con ciò che vogliamo realizzare a questo mondo.

Possiamo diventare virtuosi nel fare quello che amiamo, dice l’autore. Dobbiamo soltanto accettare che si tratta di un progetto e diffidare di chi ci offre soluzioni preconfezionate e rapide. Ci vogliono tempo, impegno e idee chiare.

Si tratta di lasciarci guidare da una forza più grande: l’intelligenza, come unione di intelletto, cuore e istinto. Pensare a noi, scegliere di essere potenti anziché stanchi. Non rimandare, né accusare qualcosa che sta fuori. Il cambiamento possibile è già in atto, ed è quello che accade prima di tutto dentro.

Ogni volta che uno di noi si allinea con il suo sincero progetto di vita, tanti intorno ne beneficiano. Torniamo a essere semplicemente fiori e a fare ciò per cui siamo nati.

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Alla prossima!